Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci, (Valdicastello di Pietrasanta, 27 luglio 1835 - Bologna 1907). Originario della Versilia, trascorse l'infanzia in Maremma e ultimò poi gli studi a Firenze e a Pisa, dove rimase come insegnante di ginnasio. Fu poi sospeso dall'insegnamento perché sospettato di attività cospirativa e visse alcuni anni lavorando per un editore. Nel 1860 fu chiamato ad insegnare all'università di Bologna, dove rimase per il resto della vita. La sua prima. raccolta di versi uscì nel 1871, con il titolo Juvenilia. Comparvero poi Levia Gravia (1872) e Giambi ed epodi (1879). Negli stessi anni compose le poesie raccolte in seguito nelle Rime nuove (1887) e nelle Odi barbare (1889). Nel 1890 fu nominato senatore. L'ultima sua raccolta comparve nel 1899, con il titolo Rime e ritmi. Lasciò anche molti scritti critici e studi filologici. Nella sua poesia egli seppe soprattutto congiungere i motivi fondamentali del Romanticismo italiano con la tradizione classica ed è perciò considerato lo spirito letterario più rappresentativo del periodo post-risorgimentale. Il carattere forse più importante che egli seppe imprimere alla letteratura, incarnando i valori più tipici della sua epoca, è una densa carica di moralità. Anche nelle vicende della vita egli riuscì infatti sempre a reagire con una forte personalità ai sentimenti dolorosi cui il destino lo costrinse (la scomparsa precoce dei due genitori, il suicidio del fratello, la morte del figlioletto di pochi mesi, e negli ultimi anni una paralisi che gli impedì dapprima l'uso della mano destra e poi l'uso della parola). Nel 1906 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura, pochi mesi prima della morte. Da Rime nuove: Pianto antico, San Martino, Davanti San Guido, Ballata dolorosa, Il comune rustico, da Odi barbare: Canto di Marzo. Leggi le Poesie di Giosuè Carducci.
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