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chiesa di Polenta
Poesia di Giosué Carducci
La chiesa di Polenta

Salve, affacciata al tuo balcon di poggi
tra Bertinoro alto ridente e il dolce
pian cui sovrasta fino al mar Cesena
donna di prodi,
salve, chiesetta del mio canto! A questa
madre vegliarda, o tu rinnovellata
itala gente da le molte vite,
rendi la voce
de la preghiera: la campana squilli
ammonitrice: il campanil risorto
de la preghiera: la campana squilli
ammonitrice: il campanil risorto
canti di clivo in clivo a la campagna
Ave Maria.
Ave Maria ! Quando su l’aure corre
l’umil saluto, i piccioli mortali
scovrono il capo, curvano la fronte
Dante ed Aroldo.
Una di flauti lenta melodia
passa invisibil fra la terra e il cielo:
spiriti forse che furon, che sono
e che saranno ?
Un oblio lene de la faticosa
vita, un pensoso sospirar quïete,
una soave volontà di pianto
l’anime invade.
Taccion le fiere e gli uomini e le cose,
roseo ’l tramonto ne l’azzurro sfuma,
mormoran gli alti vertici ondeggianti
Ave Maria.

Giosué Carducci
da "La chiesa di Polenta"
Né manca nella poesia del Carducci quella commozione ed ansia morale che induce gli uomini a meditare sul mistero del destino umano. Si nota, parzialmente, nelle ultime strofe dell'ode La Chiesa di Polenta, dove il poeta rivela di sentire « quel malinconico e religìoso senso di inquietudine spirituale di aspirazione all'eterno che la natura e con essa gli esseri umani provano al morire del giorno. Il poeta che ha sentito profondamente tale suggestione, l'ha trasformata purissima poesia. Non prega propriamente, ma ascolta: ascolta la preghiera degli uomini e delle cose, che nella salutazione angelica dell' Ave Maria si accomunano, si fondono in un'unica voce di religiosa preghiera
Se non da credente, certo da poeta, Carducci sente la potenza mìstica e consolatrice di quel saluto » 

Il Carducci, dopo aver messo in evidenza  la funzione mediatrice esercitata dalla Chiesa durante il Medio Evo tra i Germani ed i Latini ed aver rilevato l'opera di civiltà e di moralità di essa, e di cui - dice il poeta - fu testimone la chiesetta di Polenta (risalente al VII secolo), propone infine la restaurazione del campanile della ohiesetta, in modo che le sia ridata la voce della preghiera e diffonda di clivo in clivo la sua voce, il suono dell'Ave M aria.
Tale voce ammonitrice e consolatrice persuade infatti i Piccoli e i grandi uomini a curvare reverenti la jronte, mentre una soave malinconia si il'iffonde per l'aria e sembra avvicinare la terra al cielo ed unire gli spiriti degli umili agli spiriti eletti, i defunti ai viventi, il presente al futuro.

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