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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Rondini

Quello stridio che si annunciava

da lontano nella dorata sera

di tiepida primavera

scorreva veloce sulla nostra testa.

Una nuvola di rondini nera

si perdeva all’orizzonte tornando

con geometrica precisione a solcare il cielo

della nostra anima di sognanti adolescenti.

Altro giunge ora al nostro disabile

orecchio nella stessa stagione

in una città divorata da inquietanti

rumori di motori e di falsi allarmi

elettronici di super protette case.

Invano cerchi oggi una rondine volare:

il tetto di santo Benedetto è inospitale,

l’aria sazia di smog irrespirabile,

altrove respingono le remiganti ali.

Rosso di sangue è il silenzioso tramonto,

già si aprono nel cielo le prime stelle.

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