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Poesie di Giosué Carducci - santa maria degli angeli
Poesia di Giosué Carducci

Santa Maria degli Angeli

Frate Francesco, quanto d'aere abbraccia
questa cupola bella del Vignola,
dove incrociando a l'agonia le braccia
nudo giacesti su la terra sola!

E luglio ferve e il canto d'amor vola
nel pian laborloso Oh che una traccia
diami il canto umbro de la tua parola,
l'umbro cielo mi dia de la tua faccia!

Lontana dalla confusione delle spiagge alla moda e dai congestionati centri turisticI montani, quasi soltanto sfiorata dall'autostrada del sole, l'Umbria conserva una sua atmosfera particolare tutta raccolta, ormai sconosciuta alle altre regioni fortemente industrializzate. Il suo paesaggio è di una bellezza austera, riposante anche nell'asprezza di certe sue inquadrature, quasi soffusa di una pace che invita alla serena meditazione.
Assisi si distende nel colore rosa delle sue costruzioni, sulle ultime pendici del monte Subasio che San Francesco spesso saliva lungo un sentiero di rovi per incontrarsi piu direttamente con Dio.
Nell'ampia pianura sottostante, accuratamente coltivata, che scende verso Perugia e il lago Trasimeno, sorge l'imponente basilica di Santa Maria degli Angeli, sotto la cui cupola è custodita la Porziuncola, la piccola chiesette
dove San Francesco mori. In questo ambiente, il Poeta cerca ansiosamente una traccia, cioè qualcosa che gli parli concretamente di San Francesco, qualcosa che abbia il potere di risuscitare davanti a lui la mite figura del cantore di Dio, che passò sulla terra predicando l'amore di Cristo e insegnando agli uomini a lodare il Signore in ogni circostanza della vita.

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