Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

uva
Poesia di Giosué Carducci
Dal «ca ira» 

Lieto su i colli di Borgogna splende 
e in val di Marna a le vendemmie il sole: 
il riposato suoI piccardo attende 
l'aratro che l'inviti a nuova prole. 

Ma il falcetto su l'uve iroso scende 
come una scure, e par che sangue còle: 
nel rosso vespro l'arator protende 
l'occhio vago a le terre inculte e sole, 

ed il pungolo vibra in su i mugghianti 
quasi che l'asta palleggiasse, e afferra 
la stiva urlando : Avanti, Francia, avanti! 

Stride l'aratro in solchi aspri: la terra 
fuma: l'aria oscurata è di montanti 
fantasimi che cercano la guerra. 

Ca ira, significa « ciò andrà », cioè andrà avanti. Era il ritornello di una canzone popolare che i giacobini (cosl erano chiamati i rivoluzionari francesi piu ardenti di tendenza repubblicana) cantavano al tempo della Rivoluzione.
Il Carducci diede questo titolo a dodici sonetti, ne; quali coglie i momenti piu drammatici di quel terribile periodo di storia, che segnava non solo una tappa nella storia della Francia, ma una svolta decisiva nel cammino dell' umanità.
Questo è il sonetto che apre la serie: il popolo francese ha deciso di difendere le conquiste della Rivoluzione, contro le potenze straniere che minacciano di invadere la Francia per restaurare l'antico regime monarchico.
Il contadino, intento al lavoro dei campi, non pensa ai buoi e all' aratro; pensa alla guerra, perché sente in pericolo la patria e le conquiste democratiche della rivoluzione.

Leggi le Poesie di Giosué Carducci

Potrebbero interessarti