Vincenzo Cardarelli, nato Nazareno Caldarelli (Corneto Tarquinia, 1º maggio 1887 – Roma, 18 giugno 1959) poeta, scrittore e giornalista. Collaborò a molte riviste, tra cui «La voce», «Il Marzocco», «Lirica» e fu tra i fondatori de « La Ronda». Sostenne il valore della tradizione letteraria e per questo la sua concezione fu definita «neoclassica». Ciononostante egli è considerato uno dei poeti «nuovi» della letteratura italiana. Le sue principali racvolte sono: Prologhi (1916), Viaggi nel tempo (1920), Favole e memorie (1925), Il sole a picco (1929), Parole all'orecchio (1929), Poesie (1936), Il cielo sulle città (1939), Lettere non spedite (1946), Villa Tarantola (1948). Da Poesie: Saluto di stagione, Autunno. Episodi degli ultimi tempi di Vincenzo Cardarelli sono raccontati da Ennio Flaiano ne La solitudine del satiro, e da Andrea Camilleri ( inquilino del piano di sopra quando erano studenti) in Esercizi di memoria. La sua è una poesia descrittiva chiara, legata a vecchi ricordi riferita a persone, paesaggi, animali e stati d'animo.
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