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ombra donna
Poesia di Vincenzo Cardarelli
Polacca

O grande ragazza crucciosa, nei cui occhi fondi
si mescolano a profusione tenebre
e azzurro!
E ciuffi dei tuoi arsi capelli sono incontenibili sulla tua fronte.

Oggi la tua veste lunga e leggera fa che le strade dove tu cammini
diano una
tacita, immensa impressione di prati.
Il tuo passo è barbarico e grazioso, è una danza dei tuoi paesi,
che oggi,
nell'abito di primavera, tu esegui con una lentezza inerme,
a piedi quasi nudi.

Ma a me, che t'ho vista portare, alla propizia stagione, 
fastose vesti, a passi 
scuotenti come schiocchi di sonagliere, 
a me che conosco le tue furie invernali, 
quale melanconico 
e superbo effetto fa il rivederti così spogliata, in un 

incontro di sera, mite; 
nella nostra olimpica luce latina. 

Se tu sapessi quanto è l'amore che mi fa smaniare la notte 
nella mia camera 
come un albero che cerca l'aria! 
Ieri sera, ritratta come una giovane tigre in fondo al palchetto, 
pareva che il 
tuo cupo sguardo salisse dalle profondità d'un'abside. 
O angelo nero, carica di collane d'ambra piombanti, 
e vestita di colori in cui 

sembri figurare il dispetto e la tenebra che ti gravano sull'anima. 
Vergine 
ingiusta e dannata. 
Non avevo mai osservato i solchi profondi sul dorso 
della tua magra mano di negra. 

I tuoi piedini fioriti sui quali la tua alta persona si dondola, 
camminando, con 
un'eleganza acrobatica di cavallerizza. 
Adesso capisco che tu potresti essere l'espiazione 
e il contagio delle mia vita.

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