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Omar khayyam
Poesia di Vincenzo Cardarelli
A Omar Khayyàm

« Mentre vivi, bevi.» (Khayyam)
Khayyàm, nei mattini d'estate,
basta avere una foglia in bocca,
il sole dei giardini
ci ubbriaca meglio del tuo vino
che noi non berremo.
Abbiamo, dopo di te,
bevuto in ben altre cantine.
Abbiamo la gola rossa
dei nostri vini d'Occidente,
o mio vecchio, melodico persiano.
Ma la tua dolce infanzia di filosofo
questa è un gran dono.
Tu hai guardato il mondo
tra nebbie e per distanze siderali.
Tu hai potuto iridare
di primordiali curiosità
l'ombra della vita.

Dove tutto non era 
che disperata certezza 
tu hai fatto domande, 
proposto accordi e tutto era concluso.
E quando, non la durezza 

della faccia di Dio, 
pietosamente a te ascosa,

ma la tua carne stanca
ti rimbrottava,
da quell'oscuro e flebile scontento
nasceva la grazia d'un ritmo.
Così dell'umano
viaggio eludesti
le premesse fatali,
convinto di non saperle
e illuso di doverle ricercare.
E questo era il buon vino,
Khayyàrn.
Il dio che ti propiziava
questa bevanda d'inganni
faceva la tua fortuna
e il tuo canto.
E tu libavi alle rose
del tuo ridente sepolcro,
non sospettando, o impavido,
che la tua vita era già
un cimitero fiorito.

 Vincenzo Cardarelli "A Omar Khayyam"
voce G.Di Mauro

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