Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Se la morte in pace
Se la morte in pace è agile e sfusa,
sparsa e confusa è in guerra,
col fiato corto e sospeso corre
di casa in casa, tra vie e piazze
incenerite di dolore acuto.
Tutti i nostri, pochi e subito, per mille
e più dei vostri chiusi nelle carceri
o non fermiamo i nostri carri
che scavano solchi e innalzano
detriti dove sepolte a lungo
resteranno le stesse vostre anime malvagie.
Se ne ride la morte tra bandiere
issate o calpestate.
E sono tanti coloro che nella terra
di biblica memoria scaldano lacrime
e odi dall’alba alla profonda notte
anziché pane quotidiano.
Così il canto è morto, il sonno non più
breve e sicuro è mutato in sonno eterno.
Forse che a Betlemme dalla santa culla
non s’alza più la voce, alta e solenne,
dell’amore che dona pace e sana
l’usurato tetto di un mondo chiuso
alla pietà e alla carità fraterna?
Forse, da Betlemme non s’ode più
il monito nunziante: Volete il Tutto
o il Nulla per il futuro che verrà?
