Poesia di Domenico Marras
Due latifondisti
Dimmi, cosa ne pensi dei poveri?
Non nominarmeli quei disgraziati,
spina acuminata sul nostro fianco,
una purulenta piaga sociale:
con la furba scusa che son poveri
ed hanno pochissimo da mangiare,
penetrano, abusivamente, nelle
nostre campagne e si rubano funghi,
lumache, bietole, asparagi e quanto
altro, commestibile o no, trovano
per terra. E quando capita, all'ungano
pure la mano all'albero del frutto;
e non si limitano a prenderne uno
per mandar via la fame del momento,
no no, si riempiono anche la bisaccia.
E dopo che noi, quando li prendiamo
come giornalieri, per striminzite
dieci ore di lavoro, diamo loro
laute, principesche retribuzioni:
da camparci benissimo, non solo
una famiglia numerosissima
come quella che hanno tutti poveri
(pensano solo a mangiar e far l'amore),
ma perfino un intero monastero.
