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Il rogo svizzero di Crans-Montana
di Vincenzo Fiaschitello

Festa di musica e di canti si spegne

tra corpi anneriti e incollati ai vetri

di porte d’inferno di fuoco.

Nostri quei figli sfigurati, ombre

pompeiane di gesso per ignavia

e viltà di chi ha più amato la propria

cassa che la vita degli altri.

Esperti di parole che rabboniscono

la morte lasciano le madri in pianto

soffocato ad abbracciare e a lucidare

il legno delle bare con mani

terribilmente carezzevoli, per lenire

il dolore che ha infranto il puro vetro

di una fragile giovinezza. Resta memoria

di rapprese impronte di morte

che nel silenzio pesante della città

scagliano pensieri di rabbia e di vendetta.

Oh Signore!

Coltiva nei cuori speranza e pietà.

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