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Poesia di Umberto Saba

Quasi una moralità

Più non mi temono i passeri. Vanno
vengono alla finestra indifferenti
al mio tranquillo muovermi nella stanza.
Trovano il miglio e la scagliuola: dono
spanto da un prodigo affine, accresciuto
dalla mia mano. Ed io li guardo muto
(per tema non si pentano) e mi pare
(vero o illusione non importa) leggere
nei neri occhietti, se coi miei s'incontrano,
quasi una gratitudine.
«...Fanciullo,
od altro sii tu che mi ascolti, in pena
viva o in letizia (e più se in pena) apprendi
da chi ha molto sofferto, molto errato,
che ancora esiste la grazia, e che il mondo
TUTTO IL MONDO - ha bisogno d'amicizia.»

In questi versi il poeta descrive il rapporto di delicata amicizia instaurato coi passeri. Siamo in inverno: il mangime posto sul davanzale della finestra fa comprendere agli uccelli che quell'uomo che passeggia nella stanza al di là dei vetri non è un nemico; perciò trasformano il davanzale in un loro ambiente naturale, popolandolo di cinguettii festosi.
L'amicizia è un sentimento vivo, che può nascere non solo tra uomini,ma anche tra noi e gli animali
Il poeta Umberto Saba che, come altri ebrei, ha sofferto esperienze amare, trae lo spunto dalla sua amicizia con i passerotti, per ricordare al lettore che non esistono in natura nemici naturali. Perciò anche gli uomini, nonostante la loro apparente malvagità, possono essere amici.
Basterà non annullare l'ispirazione al Bene e all'Amore che è presente nell'animo di ciascuno.

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