Umberto Saba, nacque a Trieste nel 1883 e crebbe nell'ambiente della piccola borghesia ebraica cui apparteneva la famiglia materna (il padre, cristiano convertito, aveva fatto perdere le proprie tracce prima della sua nascita). Interrotti precocemente gli studi, autodidatta, come altri intellettuali giuliani della sua generazione visse per qualche tempo a Firenze, dove tentò una difficile collaborazione con «La Voce», della quale era redattore il triestino Scipio Slataper. Dal matrimonio con Carolina Wolfler (la Lina del Canzoniere) nacque nel 1910 l'unica figlia Linuccia. Trascorse gran parte della vita a Trieste, dove dal 1919 era divenuto proprietario di una libreria antiquaria.
La terapia psicoanalitica iniziata nel 1929 con Edoardo Weiss per curare le crisi di angoscia causate dai traumi infantili ebbe un'influenza importante nella sua attività di poeta e prosatore. Dopo l'armistizio del 1943, visse in clandestinità a Firenze per sottrarsi alla persecuzione razziale. Rientrato a Trieste nel dopoguerra, negli ultimi anni trascorse lunghi periodi in una clinica di Gorizia, dove mori nel 1957. Dopo i volumi antologici dell'esordio (Poesie, Firenze 1911
e Coi miei occhi. Il mio secondo libro di versi, Firenze 1912), gran parte delle raccolte poetiche di Saba esce autonomamente, talora in autoedizione presso la libreria antica e moderna di proprietà dell'autore, prima di confluire nel Canzoniere. Nell'ordine: Cose leggere e vaganti, Trieste 1920; Canzoniere I900-
192I (prima ed.), Trieste 1921; Preludio e canzonette, Torino 1923; Autobiografia e I prigioni, Torino 1924; Figure e canti, Milano 1926; L'uomo, ed. privata, Trieste 1926 (poi in «SoIaria», maggio 1928); Preludio e fughe, Firenze 1928; Tre poesie alla mia balia, ed. privata, Trieste 1929 e in «L'Italia letteraria», I (1929), 26; Ammonizione e altre poesie (1900-10),no 1934; Ultime cose (1935-38), Lugano 1944, con pref. di G. Contini.
Nel 1945 esce presso Einaudi la seconda ed. del Canzoniere (1900-45), che nella successiva (Torino 1948) comprende anche Mediterranee, Milano 1946. Seguono: Uccelli, Trieste 1950; Uccelli-Quasi un racconto, Milano 1951; Epigrafe-Ultime prose, Milano 1959, con pref. di G. Debenedetti.
Le edizioni Einaudi del 1961 (la prima che accoglie il testo completo del Canzoniere canonico) e del 1965 con revisioni nell'ordine delle ultime raccolte, sono oggi superate da Umberto Saba.Tutte le poesie, a cura di A. Stara, intr. di M. Lavagetto, Mondadori, Milano 1988, che comprende anche le Poesie rifiutate e le Poesie disperse riunite nel cosiddetto Canzoniere apocrifo.
Nella sezione Cronistoria del Canzoniere e del Canzoniere apocrifo lo stesso Stara ricostruisce con analitica precisione le fasi dell'elaborazione del Canzoniere. Sull'argomento si vedano anche gli importanti studi di G. Castellani, Il «Canzoniere» di Saba, in «SFI», 40 (1982), Bibliografia delle edizioni originali di Umberto Saba, Trieste 1983 e l'esemplare ed. critica del Canzoniere del 1921 (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Milano 1981), l'unica relativa a Saba finora compiuta. Fra le edizioni parziali, vanno ricordate quella di Coi miei occhi (con esclusione dei Nuovi versi alla Lina) curata e commentata da C. Milanini (Il Saggiatore, Milano 1981) e la rist. anast. dell'ed. originale (1920) di Cose leggere e vaganti, corredata dall'apparato delle varianti e da una rigorosa analisi approntata da G. Castellani, Di nuvole & altro, Milano 1992.
La bibliografia della critica più ampia si trova oggi in Umberto Saba, Tutte le poesie, che offre puntuali rassegne della critica curate da A. Stara. Molto utile e aggiornata è anche la Nota bibliografica che chiude l'ottimo studio di F. Brugnolo, Il Canzoniere di Umberto Saba, in LIE. Le Opere, IV.1, 1995. Per la storia della critica F. Muzzioli, La critica e Saba, Bologna 1976 e Id., La critica e Saba:contributi e problemi dell'ultimo decennio (I975-I984), in «Metodi e ricerche», (1985), G. Savarese, «Umberto Saba», in AA.VV., I classici italiani nella storia della critica, diretto da W. Binni, vol. IIl:
Da Fogazzaro a Moravia, Firenze 1977, L. Polato, Rassegna di studi sabiani (I974-I982), in «LI», (1983), Il punto su Saba, a cura di E. Guagnini, Bari 1987, che ristampa anche alcune importanti pagine sabiane. Nella vastissima bibliografia critica si segnalano innanzi tutto gli studi divenuti veri «classici» su Saba: P. Pancrazi, Classicità di Saba, in Id., Ragguagli di Parnaso, a cura di C. Galimberti, Milano-Napoli 1967, vol. II, dove per la prima volta si propone una linea interpretativa basata sulla lettura integrale del Canzoniere; i fondamentali saggi di G. Debenedetti vero artefice della considerazione di Saba.
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