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Poesie di Umberto Saba

Poesia di Umberto Saba - La fanciulla


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Monet Primavera
Poesia di Umberto Saba

La fanciulla

Chi vede te vede una primavera,
uno strano arboscello, che non reca
fiori, ma frutta.
Un giorno ti tagliavano i capelli.
Stavi, fra il tuo carnefice e la mamma,
stavi ritta e proterva;
quasi un aspro garzon sotto la verga,
a cui le guance ira e vergogna infiamma,
luccicavano appena i tuoi grandi occhi;
e credo ti tremassero i ginocchi
dalla pena che avevi.

Poi con quale fierezza raccoglievi
quel tesoro perduto,
quel magnifico tuo bene caduto,
i tuoi lunghi capelli.
Io ti porsi uno specchio. Entro la bruna 
chioma vi tondeggiava il tuo bel volto 
come un polposo frutto.

Da Il Canzoniere

Con quanta evidenza e freschezza pur nell'andatura volutamente trasandata e quasi prosaica del verso di Saba ritragga nella poesia una bimba che, dopo il taglio dei capelli, gli si presenta tonda nel suo bel volto che sa di primavera senza fiore, di primavera tutta frutto.

 Leggi le Poesie di Umberto Saba


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