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Poesia  di Salvatore Fittipaldi
Immagina, puoi

     ho immaginato (soltanto: perchè la fantasia, se non ce l'hai,

alla fine, te la inventi) di scrivere con le parole consuete,

     quelle solite, le correnti: quelle che usa il mondo (di norma,

      quando non scrive) quando vive nel suo spazio elementare:

               

                  invece, io, (che non conosco la libertà della parole) ho immaginato

                          (e insisto, a dire, immaginato) di scrivere per convenienza, convenzione:

             mai avrei immaginato che ci vuole maestria, per scivere il mondo,

          semplicemente, in modo semplice: ci vuole una memoria ricca,

uno sguardo leggero ma profondo:

       

         piuttosto (e questo, in fondo mi rigarda da vicino) non riesco

             a immaginare le prove (inequivocabili) che quello che immagino

sia il mondo (assolutamente) immaginario.

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