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Poesia di Giuseppe Ciaravolo  
Immigrare

Mai furono e mai sono stati
i confini nel mondo
tranne per chi decide
di suggellar miseria

con ingiusta ragione
menti chiuse all'inganno
per una quiete solitaria
nel proprio falso giardino incantato

fame e sete spinsero
i popoli indi dalla regione artica
verso l'equatore
insediando i propri cari e le dimore
in luoghi piu' sicuri

perfino gli dei insieme a loro
cambiarono d'aspetto e d'armatura
perche' l'eterna specie
e' intima nell'uomo

l'imbecille che e' utile solo a se stesso
ha paura dell'avvicendarsi delle cose
perche' ignobilmente si sente
gia padrone del progresso

grazie ad una virtu' di sorta
che va solo in una direzione
cinque mangiano per dieci
e diecimila muoiono per fame

questa bella terra
che gratuitamente offre i doni
non ha padroni e ne creatori
perche' siam tutti uomini

della stessa specie

via gli striscioni dai balconi
via le bandiere
perche' sono solo il disprezzo
della ragione vera

ingegnose e rovinos strumento
di chi ha deciso in questo mondo
di evidenziar le differenze
facendo sentir diverso chi e' uguale

le religioni fan lo stesso
con la pretesa d'aver il verbo certo
insieme al poter coperto
presumono di stabilir il vivere corretto

e l'uomo stanco da continui
soprusi ed inganni
affida i propri sogni a questi ciarlatani
con la speranza di un mondo ultraterreno

rinuciando al suo
per far ingrassar porcello
che sazio mai si stanca
di sottometter nuove anime al suo cospetto

immigrare e' processo naturale
uomo va dove trova spazio
per procurar a se stesso e ad altro
il proprio fabbisogno

per continuar la specie familiare
che e' frutto dell'amore
e l'amore non ha sesso e ne nazione
e ne religione alcuna

perchè nello spietato ciclo delle cose
a cui segue la morte
l'amore vive sempre
perche' anela vita stessa

lasciamoci alle spalle
le parodie di storia
che rendon popoli instupiditi
facendogli creder di essere piu' civili

gli uccelli del cielo
ci siano d'esempio
nei loro viaggi
spesso ci lasciano le penne

nessuno mai potra' fermare
il loro viaggio.