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Poeti Emergenti -
Poesia di Gabriele
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Tardi.....è -


Tardi,

mi avvicino a te Dio  quando a tutti offri la tua presenza specchiata.
In qualsiasi momento sei tu presente e,  non so se lo è per gli altri,
io ti cerco in questa vita condominio non solo mio  quando,
bastonato  nella carne  sono  nel vero  a piangere e da solo a
riflettere  sul gonfio del mio   cuore grosso davvero 
per l'anima che soffre nella tormenta del dolore.

Come da sempre predichi e lasci intendere che non 
sempre nuoce  anche se il male è peggio  nella vita
raschiato il fondo resto,  dalla filiera della relatività, 
con poco del buono da te narrato a noi da fare poi è duro
il sopravvivere persi come si è per imparare  a vivere di nuovo
dalla fantasia per tornare reali di speranza  umana in un ginepraio

nel rivivere

d'immenso parlare  dove non sono parole senza l'uso delle
parole in un mondo che le parole sono  solo parole per....
tornare a vivere dopo la morte.  Forse lo è,  Signore!
Non ci vuole niente oggi per essere poeti agognati
con la tua resurrezione tanto amata a pasqua
per sentire l'anima in amplesso con il vuoto del cuore.

Allora  signore!...

basta soffrire con dolore dalla mattina alla sera
nel fisico instancabile anche per amore. per capirlo e, 
... poi  per carpirlo per quanto è bello
di cui tutti  ne siamo  voracemente umani.
Con metodo e riflessione ti cerco  oooh morte
dove sei? Ti aspetto con ansia non ancora

 deceduto ansimo nel pianto della maledizione...
Che  disperazione!  per il troppo dolore,  basta!
per forza  sorrido di te  a denti stretti per non capitolare...
per non dare soddisfazione mentre su di me

ooh male  agisci male

piallando la pelle che  passa e ripassa su carne viva
tra i trucioli dei peli si perde sanguinaccio per annusare
chi è decotto al solito come asini volanti ragliano
dopo aver caricato le anime incolori di  peste
marinati  arrabbiati  di  lebbra.
 
Ooh Dio ma  quando  li prendi gli incurabili
e, quelli  disabili freschi di giornata?

In quale girone della vita passi con le tue pestilenze,
cosi caso mai mi prendi al fine  corsa in compagnia
è sempre meglio che soffrire speranzati a soffriggere
amari ricordi nel tempo girasole assolato di solitudine
a cottura lenta  in olio di noia  con  gli inguaiati  guai.