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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Superbo Dio

Qui!
È un dramma la vita per i drammaturghi del duemila
al passo del tempo on line su internet si parla in chat
dei propri guai con sconosciuti che pure soffrono in modo
diverso la vita, alla ricerca di un futuro che non c'è…
Nel mondo.
Aah Dio cosa ci fai di tutti noi abili invalidi, surreali disabili
validi draghi d'impresa di testa svagati tutti spensati al lavoro
falliti nel prendersi per il culo, sono gli incontrastati del poetare
autori poi confusi giocolieri della parola in uso corrente alienati.
Allenati sono ai lamenti in un cervello adattato per sfogare poesie,
prose, miniracconti e altre cazzate come previsto da rossovenexiano
con gli incompresi nella rete apprensivi dell'arte nel bisogno di
svenarsi stravangano la mente, per accorciare il tempo scocciato
che ci divide da Nostro Signore!
Nel commento m'intrappolo la vita d'e. Mail cercando la soluzione
migliore alla solitudine estrema non c'è deduzione alcuna a una
effimera delusione… Per un yorkshire toy gratis che non arriva mai.
Ogni sera per il caro pensatore Giampiero il suo sogno è una notte
da lupi da esternare sempre al Signore che non ha dato spunti
validi per dolci emulsioni di felicità patetica a chicchessia.
Simil paritetica alle emozioni inevitabili son le tensioni nel cuor
tumulate dall'anima armata di desiderio scrivendo della vita tribolata
ambulante da ogni cesso d'ospedale per andar di corpo in una miriade
di posizioni cercando con fede di pregare per trovare un miracolo
al mio morboso male dei parkinsonismi. Macchè! È un rebus questa vita.
A forza d'essere il sacrificato di Dio preferito, ormai son pietrificato.
Con le due mani giunte in aggiunta sul morbo maledetto è preferibile
masturbarsi invece che definirla un'impropria malattia.
Io sono un mostro nato montone da una mamma disgraziata da tutti
non graziata neanche da te Superbo Dio che nel gregge di pecore tu
comandi noi indispensabili pedine buoni giocatori degli scacchi celesti
di stelle testimoni dell'amara storia vissuta.