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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele

Dio, è tutto a posto


Si spegne!
Perbacco, surriscaldata batte in testa e
si bestemmia come un turco… per la vita
mia ahimè, quasi sempre pronta per un
evento cimiteriale…
Nel frattempo che si raffredda sbolle la
mia testa compressa esagitata dal dolore
ritorna tormentata alla normalità.
Dio, è tutto a posto!
Vedi con fiducia alle mie difficoltà ritorno
camminando come la mia macchinina
a molle, un carillon d'epoca a disposizione.
È innaturale? Sarò in depressione.
No comment! Signore è meglio metterci
una pietra tombale sulle morbosità che
non riconosco mie. Le cause delle situazioni
scabrose che mi creano sussulto e vergogna…
Sarò quello che vuoi Signore ma io poi le devo
scrivere, se no scoppio nel momento d'ingerire
levodopa in me nel corpo è come la messa in moto
d'una Fiat 850 in salita son uno straziante
sfiatato nell'accompagnare il Parkinsoniano
allo stagno per bere acqua salmastra che pregna
la sua insaziabile sete della morte. Parkinson!
Comunque sei finito, da mettere alla gogna.
Poi, mi lasci nel pensiero serio della femminil
lingerie, non per caso mi rende la bocca sporca
d'ignoranza come un fallito stolker in video
sono studiato Signore! Quando senza pensarci
due volte mi vien spontaneo chiedere a una lei
di fare l'amore. All'istante mi vende qel pazzoide
in me, alla Vita in diretta lì dalla Venier Mara
in televisione a raccontar la storia vissuta storta
alla deriva del vivere la vita bella mia… amara!
Tocchi sempre me, Signore per non uccidere gli altri
cosa provi di muriatico in me, la trielina! Eeh prova
Giampiero, sarà meglio delle luride medicine che
lasciano l'alito acre che soffiato alle mosche
sfila loro la vita stramazzandole per terra.