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    Poeti Emergenti
    Poesia di Gabriele
    Sei morto... Giampiero


    Inutile è ostinare l'impossibile per essere credibili
    con le cazzate insaporite in due lesche di pane
    raffermo, se di casa non si sa del tutto la verità
    del perchè scelto con impeto son quale attor disabile.
    No! non è bello per nessuno trascurarsi con la
    voglia di agire, sarà fatalità da lassù vero Dio!  
    Non basta andare sulla luna per essere uomini
    quando con odio guardiamo il nostro nemico
    ricco di parkinsonismi, con acido muriatico.
    Arpeggiando poesie  mi mandi a quel paese dove
    il mormorio della gente nel silenzio che gela l'attesa
    ti rovina addosso in un mondo di guai.
    Tu che sei sano non mi dimenticare ... sai! Io sono malato
    ma ancora vivo nella tua dimensione eeh come ti senti,
    dimmi!  Se puoi fallo del bene.
    Non ci capisco nulla ooh Signore nel mio caso io  sono
    disabile per un morbo o una malattia?
    Coloro che sono vivi nel cercarsi si attirano più del
    miele altro che mele, tra di loro per vivere la vita.  
    Invece, io che vivo insieme al male m'incammino,
    come vuoi tu Signore,  per la strada buia che mi
    porta ad un vicolo cieco.
     Lo sai, vero? Che tu anche se vivo, sei morto! Giampiero.

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