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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
L'uomo da usare


Ooh Dio, dopo l`anno duemila, son l`uomo da usare
e da scopare per essere raccolto da cambiare, vero
per essere buttato via ammazzato con la ramazza.
Ciò è il mondo di lei?  Si pensa,  sarà tutto cambiato!
D'un lui solo un restaurato monumento al momento
per sfogo di banali incontri d`un amore confuso
di lei incinta a caso per fare giustizia giusto per dire,
eeh neanche una parola spesa per lui, il buon`uomo
bravo bravissimo... Unico per procreare tuttavia!!!
Anche per me disabile c`è l`insopportabile amore
par d`una cosa dimenticata con l`essere un Dio uomo
per lei desiderata d`un tempo macho dagli effetti speciali.
Mah è feroce!! Ciao uomo sai...è riprorevole! Pensarlo ma
geniale nel riproporsi alle gentili attenzioni della  femminilità.
Lo sbiadito cieco, oro, da un pezzo incapace a pezzi sono solo
un pazzo d`aver la vita anch`ora con e, per le stesse capacità…
Caro me stesso mio sei tutt`uno fuso inspiegabile in due anime
adesso e per il resto delle circostanze ti conviene lasciarmi scemo
e mi mostri agli altri ooh Signore,  ignorante stupito nel non
riconoscere che  più morto che vivo dopo la malattia, sei, sette, otto,
nove volte inutile è insistere per il dieci e lode.
Caro Giampiero poi, sobrio sei e acciaccato subisci l`ira riprorevole
dei familiari accecati, mah che hanno imparato a vivere, come tu volevi.
Il loro futuro prima di tutto!  Per non abbandonarli al loro destino
purtroppo,  dopo la mia morte.
Loro!! Ringhiando e azzannando alfine con parki- n- son tutti straniti
pronti di tutto immaginabile su di me si logorano buon  pugile suonato
usato per pratica motoria da fare sul corpo mio.
Predico te per morire ooh Signore, perché altro per me non
posso ardire!  Eeh non so più come aiutare.

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