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Poesia di Gabriele 
Anestetico d'affetti

T'hanno fregato eeh con classe alfin li devi
ringraziare chi pur sapendo del tuo male
con impegno ti hanno calpestato, e
davanti alla famiglia devo fare buon viso
alla cattiva sorte per barattare la docile
tranquillità con chicchessia.
Attirami a te Signore!
non so come per non essere lasciato solo a
sopportare il dolore che vive nel mio silenzio.
Mi spinge nel vuoto per reprimere la sofferenza
con l'estremo gesto sconsiderato di far scempio
della solitudine che rode le catene dell'ergastolo
per liberare l'afflitta vita mia. Grazie! Quando subito
mi circondi la mente in una nuvola, anestetico d'affetti,
che si libra dolce con la mia tenerezza immersa nel
vapore acqueo s'annusa gradevole al profumo
dell'anima in un corpo stimato per dare la vita.
Nasce dal passato il ricordo della mia vita, addolorata
liquefatta lacrimevolmente limpida come acqua sorgiva
dalle pendici d'un monte annevato ruscella a valle giù
torrente è nel suo fiume sfociare in un mare d'emozioni.
Con lo spirito caldo di fare soffice ero giovane sfornato
tal una pagnotta di pane caldo di casa ero tirato in un
vizioso circolo d'idee sballate, rafferme all'aria della
vecchiaia, dal tempo il passato arriva come il postino
che porta a porta anche per me lascia il ricordo di muffiti
ideali in un infuso confuso dagli estranei ch'ancor
nel cervello gira mulinando odio per loro nella tarda età.
Anche se so di poter dare parole d'affetto per esprimere
l'amore attraverso la poesia, vanesia così la rabbia dalla
mia anima che si nutre dell'amare, la fetta più bella da
gustare della vita impolverata in una pizza d'un film di stelle
sognata che non è la verità del suo ricordo desiderato.