Poesia di Gabriele D'Annunzio - La canzone della sirenetta

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Poesia di Gabriele D'Annunzio
La canzone della sirenetta

Eravamo sette sorelle.
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
Fiore di giunco non fa pane,
mora di macchia non fa vino,
filo d'erba non fa panno lino
la madre disse alle sorelle.
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
La prima per filare
e  voleva i fusi d'oro;
la seconda per tramare
e voleva le spole d'oro;
la terza per cucire
e voleva gli aghi d'oro;
la quarta per imbandire
e voleva le coppe d'oro;
la quinta per dormire
e voleva le coltri d'oro;
la sesta per sognare
e voleva i sogni d'oro;
l'ultima per cantare,
per cantare solamente,
e non voleva niente.
Fiore di giunco non fa pane,
mora di macchia non fa vino,
filo d'erba non fa panno lino
la madre disse alle sorelle.
Ci specchiammo alle fontane:
eravamo tutte belle.
E la prima filò
torcendo il suo fuso e il suo cuore
e la seconda tramò
una tela di dolore,
e la terza cucì
una camicia attossicata
e la quarta imbandì
una mensa affatturata,
e la quinta dormì
nella coltre della morte,
e la sesta sognò
nelle braccia della morte,
Pianse la madre dolente,
pianse la mala sorte.
Ma l'ultima, che cantò
per cantare per cantare
per cantare solamente,
ebbe la sorte bella.
Le sirene del mare
la vollero per sorella.

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