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Poesia di Fabio Gaudimonte
Metropolitano

Era una notte appesa,
alla luce dei lampioni
Era una notte appesa,
alla luce dei lampioni,
al vociare incessante delle macchine.
Era una notte di brividi e stoccate,
di parole perse nella metropolitana,
di oscuri silenzi sotto i portoni.
Era elettricità.
Erano sussurri librati in cielo.
Era attesa.
Tutto era luce tiepida.
Era come non aver più tempo,
era tutto il tempo passato.
Era come una pellicola rovinata,
in un cinema di seconda categoria.
Era un tram che stride sulle rotaie.
Era attraverso i vicoli solitari del centro,
attraverso lo specchio della nostra anima,
verso la lucida consapevolezza degli amanti.
La città era come immobile,
e noi spettatori solitari,
nel teatro della nostra vanità.
Era la città,
ed eravamo anche noi.
Plastici equilibristi perduti,
in bilico nelle infinite strade della notte.