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Poesia di Domenico Marras
Un giorno di luglio


Un giorno di luglio
Il meriggio era torrido,
Le pietre erano roventi,
Ad un tratto divampò
Un violento incendio,
Appiccato (s'è supposto)
Da un fondo di bottiglia
Che stava là per terra,
Lasciatovi da chi sa chi.
Alcuni piccoli uccelli,
Sentendo crepitar le vampe
Uscirono immediatamente
Dai cespugli e volarono via,
Letteralmente terrorizzati.
Alcuni altri, invece, forse
Sorpresi in pennichella,
Vi morirono carbonizzati.
Anche alcuni alberi vicini
Avrebbero voluto scappare,
Ma avendo molte radici,
Peraltro grosse e profonde,
Non riuscirono a staccarsi
Dalla terra su cui stavano,
Per cui pure loro perirono.
Mentre tutto ciò accadeva,
A me, pensando ai poveri
Uccellini, agli alberi bruciati,
E al molto pascolo distrutto,
Mi coglieva dirotto pianto.