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Uri
Poesia di Domenico Marras

Adesso te lo dico

Uri carissimo, mio amato paese,
quando ti ho conosciuto ed abitato,
eri piccolo piccolo e raccolto:
in tre minuti ti giravo tutto
e di te conoscevo ogni cosa:
le strade, le persone, fossero
esse bambini, giovani o vecchi.
Conoscevo di chi era il cavallo,
di chi era l'asino, il cane e il gatto.
E nel mio rione sapevo pure
a chi appartenevano le galline
che cercavano cibo per la strada.
E il prestito del pane lo ricordi,
quando la cotta durava un po' meno?
E quando due convolavano a nozze,
il passaparola entrava in funzione
ed in giornata tutti sapevamo.
E se qualcuno si ammalava, tutti
lo venivamo subito a sapere,
e tutti quanti per lui pregavamo.
Lo stesso dicasi se le campane
suonavano a morto: in pochi minuti
tutti sapevamo cognome e nome,
nonché giorno e ora del suo funerale,
al quale tutti prendevamo parte,
e tutti tantissimo addolorati.
Oramai quelle cose ti mancano,
perché sei diventato molto grande,
tanto grande che sembri un altro paese,
e ciò mi demotiva tantissimo.
Sappi che un giorno (adesso te lo dico),
affacciatomi a Corrau, mi son fermato,
e ho pensato di fare marcia indietro,
di tornare moggio moggio ad Alghero,
e di non venire mai più a trovarti.