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    dallalto
    Poesia di Aurora Cantini
    Nel migrar dei giorni

    Come un’edera
    m’avviluppo di ricordi
    e lascio che le membra
    trovino un’ombra di frescura
    dove smarrirsi in smorzati pianti.
    Poi libero gli occhi
    sui deserti sentieri
    che fuggono lontano
    come strisce d’aquilone
    -radenti voli di pomeriggi
    che hanno strattonato il tempo
    e ferito il tramonto
    con macchie d’ambrate pervinche
    cadute tra le zolle.-
    poi libero le mani
    chiuse a coppa
    su quelle piccole lacrime
    -velluto d’ombra che langue e freme
    nell’intrico del vento
    e consola altre lacrime
    come rugiada sul boccio.-
    Verde l’edera alfin
    m’arrenderò al migrar dei giorni
    nascosta allo smarrito passo
    una pervinca d’ambra
    in un fragile eco di attese
    alla primavera.

    (Dal libro "Nel migrar dei giorni" edito 2000)

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