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    Poesia di Aurora Cantini 
    Turno di notte - a mio padre Mansueto

    In cucina
    i suoi passi grevi.
    Tintinnii di posate
    e la sacca da riempire.
    S’attarda in silenzio
    nell’ansito dei muri
    poi sull’uscio
    a prendere la giacca.
    Il buio dell’atrio
    s’apre sulla strada
    restio come fanciulla
    già ghermito
    dalle ore insonni.
    Non lo si vede più
    ombra tra le ombre
    ma s’indovina al passo
    la linea curva della schiena.
    Alla finestra una piccola mano
    segue il contorno
    di quel cuore stanco
    -Buon lavoro, papà-
    gli mormoro piano.

     (Da “Nel migrar dei giorni” 2000, poesia scritta a 14 anni)

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