Un seguito di storia
di Tony Basili
Ogni tanto riprovo a far la rima
Per ricordar la storia c’ho iniziato
e mi chiedo come aveo fatto in cima,
così per capir cosa m’ha ispirato,
ma spesso la penna mi si ammoscia
e mi ritrovo proprio destinato
dove la verve non mi s’angoscia:
al solito lavoro che m’intriga,
per rifar l’animo, che mai dice poscia.
La storia è così, che vuoi che ti dica:
per riportare tanti miei ricordi,
perché non finiscano nell’ortica,
o nel limbo ove l’ora li fa sordi,
ch’ è un peccato perché certe cose,
se pur trascorse, ma che non scordi,
sono un indizio di trame assai spassose,
pure ad onta della buona tutela,
per l’ingerenza di certe vanitose,
sì sguinzagliate dalla lunga tutela,
che non so per quale influsso della luna
o magari per un tal uso di candela,
hanno variato la trama bianca in bruna
ed il motivo or provo a raccontare
elencando le mosse una ad una
e senza tema di doverci ricamare,
se all’inizio indicai tal personaggio,
che fasciato trovò di che campare,
perché armato di tagliola ed aggio,
che mai nessun ardiva di contrariare,
che un dì comandò:”lo voglio in appannaggio!”
e un assessorato gli volle assegnare,
per tal progetto che avea concepito,
sicché a suo posto lo fece viaggiare,
per un fatto non dal contesto favorito,
ma per omaggio, che alfine accomunato,
del potere l’avrebbe sì investito,
come a dir che se così designato,
sarebbe volato sulle teste presenti
per lambire chissà che don beato;
e lì per lì sebben molti intenti
ci furo ad illustrarne i gran vantaggi,
non si sborniò egli a tali incensamenti
ma anzi schifato si sciolse dagli assaggi.
1.11.25
