Le emozioni del Circeo
di Tony Basili
Il monte stamane è d’un grigio fosco
Che sa di mito, di maga Circe e Ulisse,
Che forse vagano ancor in questo bosco
A lei intestato, e di cui prima disse
Omero le cui orme con pudor ricerco,
Sebben d’altri stimoli il senno è carco.
Il problema infatti è proprio questo,
Che da tante cose sono sì presso,
Dal palo alla frasca, così in breve passo,
E a seguirne i volteggi un po' son scosso.
La mente mia, non ostante i dì che porto,
Ancor fuma come il camino del Vesuvio
E se non fossi a quetarla, accorto,
di cose ne farei proprio un profluvio,
sì che or mi piace del poeta Baccone,
Ricordare stimato ora grande, con ragione.
E’ lui che riporta il piacer della favella,
quella del mio paese, di una volta,
che era compendiosa, arguta e bella
ma non è conosciuta più, e di mezzo tolta
dal dir comune e se un po' la riprovo
ne esce un goffo linguaggio, come nuovo.
Certo mi debbo attestar su quanto scritto
Sebbene il suo paesano non è uguale
Al dialetto del mio paese ch’è prescritto
Ora da tutti i testi, che dicono male
Usare ancora questo modo di dire
Che a me fa sbellicare da impazzire.
Con la Tivù il nostro abbiam lasciato,
quelle cose con cui siamo cresciuti
le abitudini abbiamo abbandonato
omologandoci a quei che son venuti
da altre terre che ci hanno imposto
un modo di dire e pur d’inchiostro.
Ma se la fortuna un pò m’assiste
Vorrei ripristinare un modo antico
Sol per far capir che ancora esiste
Nel paese quel che ti fa sentire amico
Con cui son cresciuto e sono tornato,
Che più mi si adatta e mi fa beato.
Sabaudia 13.9.25
