Filottete (da Sofocle)
di Tony Basili
Bisogna assolutamente far questa cosa
Ed io con te, son proprio per questo
Ed è un’azione molto coraggiosa,
Ed arrivati a Lemno ti dirò il resto;
Ché è là che Filottete fu lasciato
Dagli Atridi, là proprio abbandonato.
Le sue grida ed il fetore che emanava
L’infezione causata da un serpente,
Era insopportabile per chi navigava
E ottennero dall’Atride, che niente,
Andava scaricato che il puzzo non più
Si poteva reggere. Ora là vai tu!
Con astuzia, Neottolemo, che userai,
lo convincerai a venir su questa nave,
dicendo che magari lo porterai
a casa sua, e chè questa è la chiave
per prendere Troia che ancora resiste
e por fine alla guerra. Non esser triste!
Se quel che ti chiedo non è conforme,
alla tua natura, o figlio del Pelide,
il fine che consegue sta nelle forme
di quel che ognun s’aspetta, e t’ arride
il fato, secondo Elena, ché di Priamo re,
il figlio Paride, sarà ucciso tramite te.
Con l’astuzia, e se non basta con la forza,
A venir con te lo devrai convincere,
Chè nel suo arco c’è l’unica risorsa,
Com’ha profetato lei, per vincere
Ed insieme a te, col suo arco, ammazzare
Paride, ch’è rimasto e a casa tornare.
Non ti scandalizzare per i mezzi
Che dovrai usare per questa azione
Che si aspettano tutti, pur se la disprezzi,
E’ l’unico modo che alla distruzione
Porterà di Troia, e l’autore ne sarai,
Se quello, col suo arco, con te porterai.
Appena giunto a Lemno, e trovato,
Ti fingerai nemico dell’Atride,
Il prepotente che ti ha predato
Delle armi paterne e con parole fide
Otterrai furbo, di fartelo amico,
Portandolo poi con te, ove ti dico.
Così giunsero nell’isola deserta,
Cercando di capir dove fosse l’uomo
Ed una caverna trovaron aperta
Da due parti, tra ossa e carni rose
Appese ai ganci, e c’era un giaciglio:
Di sicuro era il suo nascondiglio.
Era vuota e pensarono che lui fosse
In giro a cercare qualche preda
Poi sentiron vicino delle percosse,
Sicché Ulisse si nasconde perché proceda
Lui da solo, che certo, lo detestava
Per le armi d’Achille che portava.
Quando quello nell’antro giunse,
Trovò all’ingresso un po' di gente,
E sentendola greca subito assunse
Un contegno socievole e compiacente
Chiedendo se la lor nave andava
In Grecia e se per carità, lo si portava.
Che da tanto tempo, per la ferita infetta,
Stava là solo a maledire gli Atridi,
Lui era Filottete e per sua disdetta,
Era stato lasciato, ché il puzzo e gli stridi
Davan fastidio e non lo sopportava
La ciurma greca che a Troia tornava.
7.10.25
