Login

https://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-antonio-basili/poesia-di-tony-basili-prime-istanze.html
Accedi
  • Registrati
  • /lost-user-name.htmlNome utente dimenticato?/password-dimenticata.htmlPassword dimenticata?aHR0cHM6Ly93d3cucG9lc2llLnJlcG9ydG9ubGluZS5pdC9wb2VzaWUtZGktYW50b25pby1iYXNpbGkvcG9lc2lhLWRpLXRvbnktYmFzaWxpLXByaW1lLWlzdGFuemUuaHRtbA==
    it-IT
    Poesia di Tony Basili Prime Istanze
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
     

    Prime Istanze
    Poesia di Tony Basili

    Se pongo mente ai miei lontani studi

    L’aer di grigio tutto si dipinge

    Prima il freddo collegio, tempi crudi,

    ove l’opaco poco al sol si spinge

    ed i compagni eran talvolta rudi,

    un senso solitario sol ci avvince,

    ed pur in gruppo alfin si cresce soli

    alla fantasia prestando pochi voli.

    E ovunque per ogni dove fai i tuoi giri

    Ti trovi l’aio che ti dice di farne a meno

    Che vuol regolar pure i tuoi sospiri

    E di star lontano dai tuoi fai il pieno

    e quel ch’è utile in gruppo infin l’attiri

    e tale aura entra bene nel tuo seno

    che quando ne esci t'appar d’un ghetto

    fuori uscito ma a gareggiar provetto.

    La chiamano virtù ma quanto pesa

    Allo spirare libero e alla mano

    Ma al castigo infin lei si è arresa

    E d’uscirne poi il tentar è vano

    Sicché un mondo crea dov'è sospesa

    Ma ritieni che coltivarla non è umano

    Né ti scalda una madre come Leda

    E la regola che t’è imposta ti fa preda.

    Ed io ch’ero nato sotto a quel cielo

    Libero come uccel che tutto osa

    Impigliato mi ritrovai in un velo

    E altro non pensavo che a una cosa,

    che diventato ero un arido stelo

    di rovo che non farebbe mai una rosa

    e soggetto così persi le foglie,

    ch’era meglio, ch’infin nessun le toglie.

    E se di fuori rimaneva qualche ramo

    Di quel che avevo nutrito un gran disio

    Per non coltivarlo divenne gramo

    E capii che non potea esser più il mio

    E l’amor che sentio divenne “t’amo”

    Ma sempre più sterile e più pio,

    Ché a non coltivarlo quel che amore

    Potea esser, diventò presto dolore.

    Iniziar qualunque cosa con la tromba

    Che dal mattino inizia a far scintille

    E t’introna, con la testa che rimbomba,

    Pungendoti il pensier di mille stille

    Non t’è agevol e se in primo romba

    Da fracassar l'aspro cor di faville

    Alfin indotto sei a deporre l’armi

    E a far meno di coltivarne i carmi.

    Così ripenso la giovanile etade

    Passata in questi luoghi senza fiore

    E una tal malinconia per la viltade

    Per non esser fuggito n'ho, che stupore

    Avrei destato ai miei, ove le rate

    Del collegio eran frutto di sudore

    Che utile far doveo con la carriera

    Secondo l’uso di quella maniera.

    8.1.20

    Leggi le più belle Poesie di Tony Basili

    Commenti

    Potrebbero interessarti