Valutazione attuale: 4 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella inattiva
 


Neve di Marzo 

                                  E’ ancora scuro, ma sento la neve

Che schiocca leggera sullo sportello
E mi rigiro pigro sotto la greve
Coperta e poi a quel· mantello
Penso se regga, ma il sonno è lieve,
che devo riprendere il tale fardello;
ma è ancora buio, e tutto tace,
e tento ancora di dormire in pace.
·
Cade la neve su quei fiori rosa
Come confetti nel pesco che ho messo;
penso che lieve su tutti si posa,
farfalla leggera, ma son perplesso,
ché poi col sereno, sarà corrosa
l’aura dal gelo notturno e regresso
quel bel colore, in ruggine greve,
ché sì corrompe, la gelida neve.
·
La vita tranquilla, il regno d’inverno,
Tutto arretra e rientra nel guscio,
così la natura che il suo quaderno
chiude al freddo la porta sull’uscio
e a sé richiama nell’alveo materno
mentre si sente il rigido sfruscio
d’un vento gelido che picchia le imposte
che cigolano un po’, ma restano accoste.
·
Dopo i gradini e contar di pecore
Che saltano il fosso nel prato verde,
niente ricordo più di quell’ore
che intanto vanno, ma al sonno si perde
tutta quell’ansia che dà malumore
al giorno che segue, ma in luce si verte
splendente che dentro, in morbido filo,
filtra ed al sereno mi porge l’asilo.

6.4.07