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    Poesia di Tony Basili 
    Neve di Marzo 

       E’ ancora scuro, ma sento la neve

    Che schiocca leggera sullo sportello
    E mi rigiro pigro sotto la greve
    Coperta e poi a quel mantello
    Penso se regga, ma il sonno è lieve,
    ché devo riprendere il tale fardello;
    ma è ancora buio, e tutto tace,
    e tento ancora di dormire in pace.
    Cade la neve su quei fiori rosa
    Come confetti sul pesco che ho messo;
    penso che lieve su tutti si posa,
    farfalla leggera, ma son perplesso,
    ché poi col sereno, sarà corrosa
    l’aura dal gelo notturno e regresso
    quel bel colore, in ruggine greve,
    ché sì corrompe, la gelida neve.
    La vita tranquilla, il regno d’inverno,
    Tutto arretra e rientra nel guscio,
    così la natura che il suo quaderno
    chiude al freddo la porta sull’uscio
    e a sé richiama nell’alveo materno
    mentre si sente il rigido sfruscio
    d’un vento gelido che picchia le imposte
    che cigolano un po’, ma restano accoste.
    Dopo i gradini e un contar di pecore
    Che saltano il fosso nel prato verde,
    niente ricordo più di quell’ore
    che intanto vanno, ma in sonno si perde
    tutta quell’ansia che dà malumore
    al giorno che segue, ma in luce si verte
    splendente, che dentro in morbido filo,
    filtra ed al sereno mi porge l’asilo.

                        6.4.07

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