Poesia di Tony Basili
Il bosco
Lontano dai rumori e dalla gente
i frattoni mi intrigano tra il folto
di un colle di roverelle ove niente
c’è intorno e vago come un cane sciolto.
Con la roncola in mano rilucente,
le gambe come fossero di legno,
mi inerpico per l’erte e tra gli spini,
ma proprio niente mi queta lo sdegno.
Per gli anfratti brillanti di muschio
Son talora di gnomi sulle tracce,
bramando in ansia a un punto di vedere
il prodigio delle lor verdi facce.
E mi vedo in una cupa foresta,
in un tempo forse già passato
ove m’appaiono ombre così sottili
in una quiete che avevo sognato.
Su una balza mi riposo sassosa
ove langue tra le fronde la luce,
e mi giungon nenie e strani triboli
e mi chiedo invano chi li produce.
Ma voi sempre nel profondo restate,
ninfe sospirate e audaci folletti,
ma sapete ben come sono a penare,
e che vi mostriate aspetto, o diletti.
22-96/99
