Poesia di Tony Basili
Tranquillo
Mi piace ricordare di Tranquillo,
color di nerofumo, un carbonaro,
ma con spirito aguzzo d'uno spillo,
che di destrezza mancava di calamaro,
beveva che non si vedea quand’era brillo
e del Comune era l’unico operaio:
per un salario di poche lire allora,
faceva giornata e non d’ottava ora.
Appena giorno iniziava a spazzar la via
Ed allora non era pulita come ora:
le vacche passavano per la via
tornando la sera verso la magnaora
e ploff plaff, lasciavano una scia,
per tutta la strada, una cacatora,
e il nostro con la ramazza di ginestra
l’ammucchiava per la scarsa minestra.
E faceva anche il becchino e il banditore,
"Pe, pe!.. si avverte !"con merito ed onore.
99-Giugno 2008
