Poesia di Tony Basili
Aracne
La fanciulla ricamava sì bene
Che ad un certo punto prese lo spunto
Di dir che non c’è tra chi intorno tiene
Che le sia pari nel filar la lana
E a raffigurarci ogniciò che brama.
E' talmente sicura di sé stessa
Che lo dice a voce alta e tutti quanti
Vanno curiosi a vederla, è una ressa,
E dicon: " quante arie!" Sono in tanti.
Niente, pensa di batter pure Atena
La dea che ricama e tesse, se è in vena.
Aracne si vanta troppo, è sfrontata
Poverina, chissà che tiene in testa,
E la fama è da lei stessa propagata,
S’è messa quasi quasi lancia in resta
E vuol veder con la dea chi è più brava,
E se non accetta, forse, perché è ignava.
Lo dice a una vecchietta c’ha incontrato
Che la osserva, e pensa, è brava di sicuro,
ma il cervello, Giove padre, l’ha malato,
se crede di prevaler su chi è puro,
su una dea, insomma, non è il caso,
che si vanti tanto e mi prenda per il naso.
E' Atena proprio quella vecchia,
Che smessi i panni scuri degli umani,
si mostra qual' è candida e apparecchia
il suo telaio con le sue ceree mani
e con divina arte fa un drappo tanto bello
che non crede si possa far uguale a quello.
Ma Aracne intreccia i fili e in un drappo
Le storie rappresenta di quel mito
Del grande Giove che come un guappo
Sul dorso prende Europa e con un muggito,
Che vuol dir è fatta, dentro al mare
Si inoltra ché nessun lo può fermare.
E raffigura il mare e le variegate onde
Che lambiscono il velo fluttuante
Ed è talmente bello che si confonde
Con i colori del ciel tant' è cangiante
Che da ogni punto si guardi il suo colore
Cambia come l’onda, ché stupore
Ne ha la dea, che pensa: quanto è brava!
Però... che crede di far povera sciocca?
Se pensa di superarmi, sì che sbava,
Ché il primato, io son dea, ed a me tocca,
figurati se Giove sa che ho perso
con un terrestre che è tanto diverso.
Ed Aracne ancora tante ne produce
Di figure del mito sulla tela
Poi i vari pezzi in uno sol riduce
Sicché una grande perizia rivela
Ché Atena veramente alfin è impari
E' bene che la fama sua ripari:
E in un baleno la tramuta in ragno!
Povera Aracne, ora la tua tela
Dovrai filare e neppure un guadagno
Ne avrai da chi ti ammira né cautela;
Tutto ti tocca subir, povera figlia,
Ché la dea è dea e tutto ti si piglia!
16.2.19
