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Poesia di Tony Basili -
Lo scoglio di via Meleagro -

Meleager Pio-Clementino Inv490.jpg

Dallo stupore ancora un poco mosso
Torno sul posto dove m’apparve il mostro
Per il seguito della storia, se mai posso
Dipingerla, con altro po' d'inchiostro
E osservo attento il pian se mai di spire
Si veda tra il vellicar qualche fluire.
Su un sasso scuro pure un cormorano
Attende come erme certo alla sua mensa
Che verrà a sciami dall’immenso piano
E così s’inebria ed il fattore incensa
Del cielo chiaro fino alla linea in fondo
Dove il mare pare limiti il mondo.
Oh paese mio, ancor d’un vello bianco
T’immagino coperto, il piano e il monte,
Ed ogni albero del peso appena franco
Rialza lento al sole la stanca fronte,
Torna ad intepidir quel ch’è ristretto
Dalla neve di cui or più non mi diletto.
Ma tutto è quieto il pian e non appare
Alcun segnale che sia unghia o rostro,
Solo fuscelli lievi nel luccicare
Appaion di barche oltre il vicino chiostro
Che giunge a riva che lenta s’infura
Di bianca schiuma che canta sicura.
Il sole, il cielo, il mare, questa vita,
Piuttosto che star al freddo su a soffrire,
Rimani in cor e poi di tanto incita
La mia anima che sola è su a patire
Chè non ha senso star al ghiaccio inerte
Quando qui al sol ci ho l’ali aperte.
E, vola mio cuor, vola tra i gabbiani
Come Livingstone, plana e poi vai in alto
Ed ogni cosa ammira, i colli ed i piani
E scendi giù in picchiata se lo smalto
Vedi imbruir di spire che già vidi
Un giorno come questo che in cor mi gridi.
26.2.12