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E che altro?!
di Tony Basili
 

Vorrei scriver qualcosa di leggero
Anche se con quel ch’è successo,
Può sembrare artefatto e poco vero;
Ma qui in spiaggia, dove sto adesso,
Non appar proprio nulla men che adorno,
E son lieti e giocosi i giovani c’ho attorno.

Ma che c’è da aspettar? Ché è successo
In Russia, e non qui in una borgata,
Come la Garbatella, e quindi è omesso
Il cordoglio per una strage spietata,
Però mi chiedo quanto il nostro sostegno
Conti, pur se esterno, a non pagar pegno.

Che altro si può dir, che son dannati,
Che nell’uscir di scena fanno scempio
Cinico, da napalm, da disperati,
Né potranno nascondersi in un tempio:
Ma son i manovali e se verran puniti
I mandanti rideranno divertiti.

Ai manovratori, forse al di là del mare
Che di questo non gli frega niente,
Quelli che spazzan le torri per scatenare
Una lotta a un terrorismo inesistente,
Lo capiscon da lontano pur gli scemi
Che son proprio loro a gettarne i semi.

E progettan così che s’armino tutti,
Con questa strage, finchè il capo truce
Non perda la pazienza con i farabutti,
Ma è ancor saldo e così ancor ricuce
Almeno finora quel che fanno i mostri
che mai vorrei trovar nei nostri chiostri.

Ma quanta infantile credenza a quelli
Che p’una patacca di riconoscenza
Han regalato tutto, per farsi belli
Nelle tribune della connivenza,
E senza pudor annullano i confini
Per dar in pasto la patria ai malandrini.

Per riconoscenza c’han fatto dei casini
Adattandoci alla loro violenza
Ed a ogni vizio p’essere meschini,
Non come lor, che n’han la preminenza,
Ed un sol scoglio è la cultura nostra,
Ma l’infognano con adatta giostra.

E per dar finitura al cambiamento
Impongono d’accettar l’immigrazione,
Ché destabilizzare è il loro intento,
Che sia adatta ad una commistione,
Magari mascola, per trovare la mogliera,
E per dare al cambio una folta schiera.

Tra non molto anche noi vedremo il velo
Sulle figlie che al ben hanno creduto
E se nelle chiese non più pregano il cielo
Nei templi lor un modo va tenuto
Ed allora pure quel bel sorriso
Sparirà, dispiace, che al paradiso

Loro miran tutti, e qui sol chi serva
Pronta ad accudir alle umane voglie
Ed oltre produr figli, altro non riserva
L’union con altra genia che ti toglie
Pur te stessa di cui non sei proprietaria
Ma in in balia lor, sol donna precaria.

S.M -42/24.3.24

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