Poesia di Antonia Arcuri
Nostri luoghi incerti
La donna con testa di rose
è in posa in un angolo
di biodiversità.
Vive in condizioni ostili
si acconcia un residuo del corpo
nella banalità del grigio
senza luci nè ombre.
Slitta in adattamenti successivi
in un residuo sospeso di pensiero.
Compare senza preavviso, per apparire più distante
in una mossa circolare
del tempo.
L’azione è sapiente,
gioca ad osservare territori délaissé: calca luoghi meno sorvegliati
dove un sapere altro si è ritratto.
L'anima sosta per abbeverare
un'arsura di conoscenza,
nomade e senza memoria
nei luoghi temporanei
del terzo paesaggio.
