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    Poesia di Angelo Michele Cozza - Sulla stinta panchina
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    Poesia di Angelo Michele Cozza 
    Sulla stinta panchina

    Sulla stinta panchina ove soli
    da tanto sostiamo in attesa di morire
    lo sognammo a lungo
    e dolcemente una compagna
    loquace che venisse a sedersi vicino
    e ci prendesse la mano nel saluto.
    Amara e dura è la solitudine
    oh sopraggiunta ammaliatrice!
    Sai, la beffarda appostata veglia
    non si lascia sviare e intrigante
    ci fa domande sul nostro futuro!
    Mi alzeranno in volo le tue parole
    se fervide si posano sul petto
    sereno concluderò il mio viaggio
    tra i fiori prossimi di una primavera
    che viene a cancellare i postumi
    di un uggioso inverno piovoso
    denso di assenze e fitto di nebbie.
    Fatti più vicina, su accostati
    avvinciti gioiosa alla mia vita
    riscaldami, ricuci i miei strappi.
    Da rovine e macerie affettive
    portami nel lussuoso centro
    della tua anima imbellettata
    ancor fluiscano acque argentate
    nel greto arso del mio destino
    e fruttifichino su rive
    abbandonate dovizie prelibate;
    fammi compagnia e rinasca
    su labbra senili un sorriso:
    da un cobalto cielo ruba
    una stella che pulsi per noi due!
    Attraversami feconda onda solare
    disperdi la torma di ombre rapaci
    che mi volteggiano intorno:
    batta il cuore sotto il tuo tepore
    si specchi poi nei tuoi occhi verdi
    nell'altitudine di una speme risorta!

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