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    Poesia di Angelo Michele Cozza
    Trottano o vanno al passo

    Trottano o vanno al passo

    tra bigie plaghe celesti

    nubi maculate e orlate

    con bioccoli sfrangiati

    già pronte a scaricare

    folgori tuoni e diluvi.

    Abbattute sete e arsure estive

    sbuffi pregni di brume

    da zolle e botri s'alzano

    al sorgere e calar di luci,

    al mugolare di ridesti venti

    stormiscono canne barbute

    chiome pallide e ramate;

    poggioli e finestre si rinchiudono

    all'avanzar di inumiditi giorni;

    di fiamme e dardi stanco

    riposa l'intiepidito sole.

    Transumanze. Remigar di stormi

    vagar di fucili ad armacollo

    lesti a impallinare suidi e alati.

    Da ramo al suolo, nei viali

    nei boschi e nei giardini,

    cadono fronde rogge e brune;

    mosti munge il torchio

    brulicano su vinacce moscerini;

    grembiuli e zaini si affoltano

    e si adunano dopo estivi riposi

    spauracchi su campi arati vegliano.

    Autunno, come puntuale ritorni!

    Più senile oggi ti incontro

    e la tua evolvente percorro

    fra arrivi di caligini e scrosci

    i tuoi coristi mesto ascolto!

    Primavera dell'inverno

    anche tu hai i tuoi frutti:

    castagne noci bacche e funghi;

    anche tu hai i tuoi fiori:

    crisantemi eriche dalie e zinne.

    Oh avvento di declini di luce

    mistica litania di funeree elegie

    epidemia di paniche malinconie

    accumuli di verdiccio per il pattume

    agonico proscenio di ingiallimenti!

    E tra queste foglie accartocciate

    che solinghe pendono dai rami

    c'è quella della mia brulla vita

    che ancor non si stacca e attende

    l'estrema e peggiore delle stagioni!

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