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    Poesia di Angelo Michele Cozza - Luce che riverberi e mi guidi
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    Poesia di Angelo Michele Cozza 
    Luce che riverberi e mi guidi

    Luce che riverberi e mi guidi
    nel buio chiaro che incombe
    dimmi se oltre l'oggi più s'oscura
    e tremendo un acuto terrore sorge
    come sopporterò la greve sorte?
    Non ho tue notizie da giorni
    il cuore sbandato trema e presagi
    congettura mia tenerezza di sempre.
    Che ti è accaduto, dove sei
    che forza ostile alla vita
    ti assenta e di presenze mi priva?
    Preludio al peggio forse
    parla a vanvera la speranza?
    Valanghe di malinconia
    smottano da pendii di ore
    aumenta il freddo serale
    dell'invitto inverno
    si insedia il vuoto dell'universo
    sento della solitudine la mannaia
    che impietosa mi decapita
    vorace, intero una tristezza mi divora
    pene mi crivellano a mitraglia!
    Per riprendere fiato e coraggio
    per attimi bivacco con ricordi lieti
    mi riparo da funesti pensieri
    ritorno a quando baldanzosa d'amor
    leggera mi venivi incontro
    e al braccio forte ti attaccavi
    come edera ad un muro intiepidito.
    A quel tempo fuggito trionfava
    la tua buona salute, saltellavi
    tra cieli stellati e sorridevi:
    oh la fiaba che rapito
    raccolto ascolto quando il dolore
    sbadiglia e tregue dona!
    Non ti arrendere, or sbalza fuori:
    come una colomba apri le ali, svetta
    riprendi quel volo perché non sei sola
    perché ti amo e solo non posso restare!
    Ritorneranno le rondini tra le gronde
    all'ombra madidi correremo
    per ripararci dai dardi del sole
    ci riaddormenteremo e sveglieremo
    insieme sullo stesso cuscino.
    Oh restituiscimi la tua voce
    ch'io più oda di te e mi consoli:
    è la tua resistenza che tutto tiene in vita
    e ci solleva: a me appartieni non al buio!
    Passerà la piena avversa
    che vuole portarti via
    alla corrente non lasciarti andare
    caleranno le acque in turbinio
    mai straripi un fiotto e ci sommerga!

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