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    Poesia di Angelo Michele Cozza 
    Prigioniero di questa sera 


    Prigioniero di questa sera
    distratte le vigili ombre
    tiro le somme del giorno
    stappato ad una vita infeconda.
    Quanto ho perso, quanto ho guadagnato
    quanto sudore di pena è grondato
    da questa sterilità straripante!
    Qui il corpo, fermo e pesante,
    l'anima che all'alto aspira
    bipede non si è staccata in volo:
    la gravità si fa sentire
    le esili ali sono fragili e deboli
    per vincerne spinta e resistenza.
    Si spoeta la vita tra stupori.
    Mentre ne rileggo il peggio
    una solitudine mi riabbraccia
    nessun fumo di morgana
    resta nella mano se tenta di afferrarlo
    l'informe sostituisce ogni forma
    che si delinei col suo contorno
    i cristalli pure opacizzano
    se incolumi superano urti mortali,
    poco o nulla da franamenti e smottamenti
    si recupera e resta utile
    e sempre è raro che da'incidenti
    sortiscano benefici venturi.
    Se si svuota nel tempo
    la cassaforte delle illusioni
    la miseria si diffonde
    e un'angoscia resta nel cuore.
    La vita desiderata è appena
    una finta proiezione di sogni.
    Pusillanimi si sosta davanti alla porta
    della verità senza mai entrarvi
    sbirciando dalla toppa
    vedi chiuse le finestre
    del passato e del futuro
    da qualche oblò forse appena giunge
    un timido raggio di presente.
    Non vi è salto che ci sbalzi nell'aldilà
    alla deriva, in un mare di interrogativi,
    tra maree di oscurità e sprazzi di luce
    naufraghi galleggiamo inzuppati di paura.
    Non c'è transumanza o traslazione
    che ci adduca nei cambi di stagione
    del cuore a prati di serenità e quiete interiore

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