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Poeti Emergenti -
Poesia di Angelo Michele Cozza -

I baldanzosi marosi -


I baldanzosi marosi
che si frantumano
sugli irti scogli dissolvendosi
in cristalline spume
non disdegnano il loro destino
fatto di cozzi e sbattimenti
pur di fuggire il mortuario
tedio di un pelago impigrito!
Quale squallore offrirebbero
conche d’acque senza gorgoglii
se nella canicola
in un intimo covare di attese
non aspettassero i fremiti lontani
delle grandi distese, il soffio
di solitudini remote?.
Son pallidi e inutili i giorni vissuti
se una immobilità ci assedia,
se un soffio repente
non disperde i silenzi dell’ora
tra selve sonore,
se l’amore costretto in invasi
non travolge le paratie del cuore.
Oh la solitudine dei campi arsi
il verde morto senza interruzioni,
la malinconia delle strade
non raggiunte dalla luce,
il rauco rivo che non straripa,
la selva che non trepida
e non stormisce!
Si muore senza saperlo
se nel torpore non ci dibattiamo
se serrati dall’abbraccio del nulla
con un guizzo non ci svincoliamo !