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    Poesia di Angelo Michele Cozza
    Assenza

    Brilla e ridente in alto passa
    una luna novembrina stasera
    -la ricordi la nostra prima luna?-
    Aria fredda, amore, spiffera
    dalla feritoia del balcone
    ritornelli lunghi e lenti
    orchestrale l'orologio suona,
    intenso supplizio è di te l'attesa
    t'aspetto e non verrai mia stella.
    Impigliato in un vischio
    di ore ombrose, intorno,
    fitto un vuoto cresce
    e un cuore floscio tonfa.
    Più tardi, solo sarò ancora;
    privo del caldo del tuo corpo
    mi assedierà dura un'insonnia.
    Privo di sonno e sogni
    da un condotto di pensieri
    fluida fuoriuscirà una malinconia
    e non potrò, di sicuro,
    evitare che mi inondi;
    nubi basse di solitudine
    si gonfieranno di nero
    e alluvionata faranno una vita.
    Tu, assente, non mi allungherai
    per mettermi in secco le mani
    e atterrito non saprò che fare.
    Insaccato in demenze cupe
    mi accecherò senza luce,
    un sospiro dilatato estremo
    e respirerò poi essenze di morte!
    Spargi la tua anima calda ora
    e dal gelo che nevica mi salvi;
    cantami, con passione,
    in do maggiore amore
    la canzone che vorrei udire
    più prima che una notte mi congeli.

     

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