Italia mia, ferita nel cuore e piegata
in ginocchio dal tremore che non da tregua.
Ti bagnano le lacrime che tra le grida
svegliano l’ansia in malinconiche giornate.
Non c’è sole che regga le stampelle a questo smilzo sorriso;
Hanno gridato i tuoi figli e dagli avelli s’ode l’eco dei respiri,
che sono solo il suono,d’anime erranti colte nel sonno
e scaraventate in un viaggio senza ritorno!
Patria mia,figlia della bella arte e delle menti illustri,
cos’è che nel profondo abbatte i tuoi segni,
quei tratti così belli che natura stessa ne proverebbe gelosia.
Ma qui Madre ci sono gli occhi di uomini riflessi nel sole
li dove anche l’ultima barca è salpata via.
E a capo chino,sotto un lieve peso di speranza
si cerca di non cadere poiché,
quando la vita resta prigioniera nel corpo,
non bisogna lasciarla sola!
L’anima insegna strade,corridoi profondi
a cui non serve a nulla l’odio,
quel malessere di infedeli cause rilegato all’orgoglio.
Ma cos’è l’orgoglio?
Non è abbastanza Divino per insegnarci a vivere
ad accettare questo calvario,
questo monte dove ogni essere reca la sua croce.
Non abbiate paura di amare è l’unica certezza dell’Eterno,.
Per il resto ognuno è libero di credere;,
ognuno può farlo ma nessuno ha il diritto di impedirlo.
poiché è l’anima l’eredità del futuro.
