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Ci sono giorni in cui il fumo diventa denso
ed è facile perdersi con la morte;
Ti ho dimenticato mio caro volto
non so più quale sia la tua forma.
E’ difficile specchiarsi nell’orrore,
è difficile poter sorreggere queste misere ossa
rilegate ad un brandello di carne.
Lo so ma fa male la verità così cruda,
la sensazione è un brivido acerbo
che si incanala per le vie senza ritorno,
sfugge a volte dallo sguardo umano
e rimane un superstite della libertà mai assaporata.
Oh mia cara vita è arrivato il momento
In cui le nostre strade si apprestano a dividersi,
io scomparirò dietro una qualsiasi nube
e di me non resterà che l’odore acre del mio rogo.
A volte tutto passa davanti come un libro da sfogliare,
pagina dopo pagina ti rendi conto di essere il protagonista
di questo misero racconto intitolato: Auschwitz.






 

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