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Ondeggia silenzioso
il corteo
campanelli alle caviglie
le fate volteggiano
il cielo scende
a raccogliere un fiore
granato di sangue
blu di mare
i rami inchinano le fronde
al passaggio solenne
di fanciulle vestite di rugiada
il vecchio suona
di musica antica
appesa alle dita da secoli
e canta lo schiavo
felice del giorno
la moltitudine della mente
si accomoda
nella radura magica
del paese di vento
dove d'oro le bocche
spalancano domande segrete
le cui risposte
velano il mondo
domandami di quel frutto
di cui non mangio
ma di cui ho noto il sapore
la salsedine del tempo consuma i miei giorni
ma dal mio poggio
seguo il corteo che scivola tortuoso
fino alle sponde
e nello splendore dell'alba
l'arpa del mattino
lancia la sua voce
..io mi siedo
sul suo silenzio
consumando un pasto di pace.