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Poesia di Vincenzo Cardarelli
Ottobre

Un tempo, era d'estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
 dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.
Sole d'autunno inatteso,
 che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell'anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite?
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
 tanto più bello quanto più t'inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch'è tutta una dolcissima agonia.

Esistono le stagioni dell'anno, ma esistono anche le stagioni dell'uomo e corre tra esse una certa corrispondenza di affetti, Da giovane il poeta amò l'estate, da maturo l'autunno, e nella sua descrizione rive!a i suoi amori ed anche le sue tristezze, l'aria dell'autunno odora di mosto e di vino, ed il poeta ama l'attività raccolta e solitaria; Il sole ottobrino è più luce che calore, ed il poeta segue più la ragione che il sentimento; l'autunno ha le vigne «saccheggiate", ed anche il poeta si sente «saccheggiato", quasi vittima di una violenza operata ai suoi danni, perché privo ormai di speranze e di entusiasmi,

Vincenzo Cardarelli (1887-1959) è un raffinato poeta del '900, che ama esprimere sentimenti delicati o malinconici, talvolta con una punta di ironia, sempre con una particolare cura dello stile.

In questa poesia di straordinaria limpidezza l'autunno; sentito da Cardarelli come una stagione di malinconica dolcezza e come simbolo della 
vita che volge al tramonto.
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