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Ottobre
di F. Palazzi

E' un mese tutto gaio, l'ottobre. Il clima è mite ancora e, dopo la gran calura estiva, anche i primi brividi di freddo, quando è calato il sole, ci giungono piacevoli. 
l contadini approfittano degli ultimi tiepidi giorni per finire di arare la terra, per seminare il frumento, per vendemmiare, per raccogliere le ultime offerte dei frutteti: le noci, le melagrane, le sorbe, le nespole, le mele e le pere da conservare tra la paglia nell'inverno imminente.

E perciò i campi sono lieti di voci e di canti.

Sono anche lieti di colori: sbocciano gli ultimi fiori dell'anno, nei prati, lungo le prode dei fossi.

Le siepi sono tutte vivide di bacche rosse.

I pampini delle viti spogliati dei loro grappoli bianchi e neri, e le fronde degli alberi tendono ormai al rossiccio, al giallo: quanto oro sotto i boschi e lungo i viali!
Nell'aria è un piacevole odore di mosto e di castagne arrosto.

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